La GT che non fu mai GT

La breve, ma brillante carriera agonistica della Alfa Romeo TZ2 fermata da nuovi regolamenti sportivi.

Settima assoluta e prima di classe. Si presentava così il 25 Aprile 1965 la nuova Alfa Romeo TZ2 in occasione della prima edizione della 1.000 Chilometri di Monza. Esposta in anteprima al Salone di Torino dell’Autunno precedente, avrebbe dovuto sostituire la pluri-vittoriosa TZ nelle competizioni della categoria Gran Turismo. La cosa non fu però possibile in quanto il nuovo regolamento sportivo internazionale, varato proprio nel 1965, stabilì per competere nella categoria GT le vetture avrebbero dovuto essere prodotte in almeno 500 esemplari, cosa che dirottava la TZ2 nella categoria Prototipi contro Porsche 2000 progettate appositamente per le competizioni. Al termine del 1965 lo sviluppo della vettura pertanto interrotto.

Ciò non pose fine alle ottime prestazioni agonistiche della TZ2. Nondimeno alla brillante prestazione monzese con Roberto Bussinello e Andrea de Adamich fece seguito una serie di vittoria di classe alla 1000 Chilometri del Nürburgring la TZ2 con “Geki” Russo e Andrea de Adamich e, nel 1966, alla 12 ore di Sebring con “Geki” Russo e Gaston Andrey, alla 1.000 Chilometri di Monza con Andrea de Adamich e Teodoro Zeccoli, alla Targa Florio con Enrico Pinto e Nino Todaro, alla 1,000 Chilometri del Nurburgring con Lucien Bianchi e Herbert Schultze.

Molto differente dalla TZ

Estetica a parte, in cosa differiva l’Alfa Romeo TZ2 dalla precedente TZ? I progettisti si erano concentrati principalmente sul fronte dell’abbassamento e dell’alleggerimento della vettura ottenendo un peso di 620 kg, grazie anche all’impiego di una carrozzeria in fibra di vetro “annegata” nel telaio per rafforzarne la struttura, opera di Zagato, rivista anche aerodinamicamente per abbassare il coefficiente di penetrazione Ciò aveva permesso anche di ampliare la superficie del lunotto in plexiglass, realizzato non più in tre parti ma in un unico elemento. Le ruote in magnesio da 15″ erano state rimpiazzate da nuove da 13 pollici che ospitavano pneumatici ribassati e più larghi. L’Autodelta aveva inoltre sviluppato il motore dotandolo di una nuova testata, accensione Twin Spark e lubrificazione a carter secco, portando la potenza a 170 CV (127 kW) a 7500 gini/minuto. La vettura raggiungeva una velocità massima di 245 km/h.

Base di partenza per alcune concept car

Furono costruiti solamente 9 esemplari della TZ2 con i numeri di telaio 104 (prototipo), 106, 110, 111, 112, 113, 115, 116 e 117. Il telaio numero 114 fu utilizzato dalla Pininfarina per carrozzare il prototipo Giulia Sport, disegnato da Aldo Brovarone e presentato al Salone di Torino nel Novembre 1965 e. Il telaio numero 101 fu invece carrozzato da Bertone su disegno di Giorgietto Giugiaro per diventare il prototipo Canguro che avrebbe poi ispirato il prototipo della futura Montreal.

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